Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta “Mutual Aid: Arte in collaborazione con la natura”, un grande progetto espositivo dedicato alla visione multispecie, curato da Francesco Manacorda e Marianna Vecellio. La mostra, che si apre giovedì 31 ottobre e prosegue fino al 23 marzo 2025, esplora il concetto di mutuo appoggio, approfondendo la collaborazione creativa tra esseri umani e natura.
Ideata specificamente per lo spazio della Manica Lunga, l’esposizione coinvolge oltre venti artisti e i loro collaboratori non umani, affrontando il tema attraverso un’inedita riflessione che risale agli anni Sessanta. I partecipanti includono nomi di spicco come Maria Thereza Alves, Michel Blazy, Giuseppe Penone e Agnes Denes, ognuno dei quali contribuisce a un dialogo tra cultura e natura.
Il titolo della mostra trae ispirazione dall’opera del filosofo russo Pëtr Kropotkin, che, contrariamente alla teoria della competizione di Darwin, propone la collaborazione tra specie come chiave per la sopravvivenza in un contesto instabile. Questa visione si riflette nelle opere esposte, che dimostrano come elementi non umani partecipano attivamente al processo creativo, trasformando il Castello in un organismo “vivente”.
La mostra si apre con le imponenti tele di Vivian Suter, che catturano tracce visibili della natura e pongono l’accento sull’interazione tra arte e ambiente. Seguono opere storiche di Penone e Denes, pionieri dell’arte in dialogo con la natura, che offrono una riflessione sulla collaborazione con gli elementi naturali.
Tra le opere di maggior interesse, troviamo anche quelle di Tomás Saraceno, che indaga la collaborazione interspecie attraverso le ragnatele, e Maria Thereza Alves, che crea spazi rappresentativi per comunità umane e non umane. Il percorso espositivo include inoltre opere di Aki Inomata e Tamara Henderson, che esplorano rispettivamente la relazione tra natura e tecnologia e i cicli di vita attraverso suoni naturali.
“Mutual Aid” si propone come un’importante occasione per riconsiderare le nostre interazioni con l’ambiente e per riflettere su nuove modalità di collaborazione con altre specie. Questo progetto invita il pubblico a immergersi in un’esperienza unica, dove arte e natura si intrecciano in un dialogo continuo e significativo.





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