Dal 22 giugno al 12 ottobre 2025, Kunst Meran Merano Arte ospiterà la mostra collettiva Earthly Communities, un viaggio artistico e politico che parte da Merano per toccare le ferite ancora aperte tra Europa e Abya Yala – l’America Latina letta in chiave decoloniale. In mostra, opere visive, performance e film che riflettono su ambiente, storia, economia e colonialismo, coinvolgendo artisti da tutto il mondo.
Curata da Lucrezia Cippitelli e Simone Frangi, la mostra fa parte del ciclo triennale The Invention of Europe. A tricontinental narrative, che esplora l’Europa come costruzione culturale e ideologica, mettendo in luce ciò che è stato escluso nella sua narrazione dominante.
Earthly Communities prende ispirazione dal saggio del filosofo camerunese Achille Mbembe, che lega le crisi ambientali di oggi alle fratture provocate dal colonialismo nei territori indigeni. Le opere in mostra – tra cui quelle di Carolina Caycedo, Minia Biabiany, Amanda Piña, Sallisa Rosa e molti altri – danno voce a queste storie, collegando l’Alto Adige all’America Latina, in una rete globale di memorie, ferite e resistenze.
Il progetto si articola in tre parti: una mostra visiva, un programma performativo e una selezione filmica. Alcuni lavori nascono da Resistenze Viventi, programma di residenza sostenuto da Euregio, che ha portato a Merano artisti come Alexandra Gelis, Amanda Piña e Luigi Coppola per produrre opere legate al territorio, alla terra e alle forme di vita vegetali e minerali come atti di resistenza.
La mostra aprirà ufficialmente sabato 21 giugno con un incontro tra artisti e curatori alle ore 17, seguito da una visita guidata e un DJ set nel Parco Marconi dalle 20.30 con AMAZON.
Un evento che invita a ripensare il nostro rapporto con il pianeta, a partire da storie locali che si intrecciano con quelle globali, grazie allo sguardo critico e immaginativo dell’arte contemporanea.





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