A un anno dalla sua apertura, la Fondazione Giorgio Griffa di Torino celebra il suo primo anniversario con D1 – D5, un progetto che mette in dialogo due protagonisti di epoche e linguaggi diversi: Giorgio Griffa (1936) e Simon Starling (1967). La mostra, visitabile fino al 22 gennaio 2026, si articola in cinque capitoli – le D del titolo – che intrecciano corrispondenze formali, materiche e concettuali tra i due artisti.
Il punto di partenza è la collaborazione nata nel 2017, quando Starling inviò a Griffa un raro pennello giapponese realizzato con i capelli delle pescatrici di perle ama. Da quell’incontro scaturirono tre opere a quattro mani, due delle quali, Noise (Annotated) e Oblique 3 (Annotated), aprono la mostra insieme a Head to Toe di Starling e Disordine PO di Griffa, primo momento di un percorso che alterna sintesi e narrazione.
In D2, la tela Bianco dopo bianco (1981) di Griffa dialoga con As He Buffs (2019), installazione in cui Starling riflette sul rapporto tra artigianato e natura, affidandosi a maestranze giapponesi. In D3, gli oggetti dello studio di Griffa diventano protagonisti di una mise en abyme: sono esposti accanto alle fotografie che Starling gli dedicò nel 2017, restituendo la quotidianità del lavoro pittorico come soggetto d’indagine.
Il quarto dialogo (D4) accosta i Segni orizzontali di Griffa alle Home-made Castiglioni Lamp di Starling, oggetti sospesi tra design e ready-made. Il percorso si chiude con D5, dove la grande tela Autoxylopyrocycloboros (2025) di Griffa si confronta con l’omonimo progetto di Starling del 2006, riflessione sull’autodistruzione e sulla possibilità di rinascita insita nel gesto creativo.
Con D1 – D5, la Fondazione rinnova la propria vocazione: custodire e approfondire l’opera di Giorgio Griffa aprendola al dialogo con la contemporaneità, in uno spazio che si conferma laboratorio di pensiero e di confronto tra generazioni artistiche.





Lascia un commento