E’ stato da poco ultimato in Polonia, in una località nella provincia di Malopolskim, su disegno dell’architetto Jakub Potoczek, un interessante esempio di come sia possibile declinare le istanze più astratte e le tecnologie più innovative. L’oggetto in questione è una villa, posta in un contesto collinare privo di rimandi urbani e completamente immerso nella natura.
“Quando ho iniziato la costruzione della “casa storta” a Żeleźnikowej, vicino Nowy Sacz – ci racconta Potoczek – la peculiare forma dell’edificio ha subito catalizzato l’attenzione di passanti e residenti. Alcuni scommettevano fosse un nightclub, altri propendevano per una nuova cappella di qualche culto religioso, altri ancora erano del parere si trattasse di una concessionaria automobilistica. Nessuno aveva preso in considerazione l’idea che potesse essere una particolarissima villa unifamiliare progettata per me”.
Le linee della realizzazione sembrano nascere direttamente dal suolo su cui poggiano e al quale si legano tramite gli elementi naturali inseriti nel progetto. Materiali tradizionali come il basamento in legno della terrazza e la muratura in pietra a spacco si uniscono alle tecnologie ultramoderne dell’acciaio inox e delle superfici in lamiera e delle aperture trasparenti, creando un involucro architettonico formato da due livelli ben distinti: un corpo tradizionale su cui si innesta una struttura rivestita in acciaio inox, in un rapporto che mantiene il proprio carattere su un piano concettuale ma sembra non essere di questo mondo.
Il segno caratterizzante di questo progetto è però l’ampia serie di finestre – realizzate da FAKRO – orizzontali e verticali, strette e lunghe, di varie forme e dimensioni disposte in modo irregolare tra i pannelli di facciata come fossero frutto di tagli casuali destinati a evocare “concetti spaziali” di fontaniana memoria.
Filosofia e tecnologia: un paradosso oggi possibile!






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