Dal 16 aprile al 10 maggio 2026, l’Ala di Ferro di Saluzzo accoglie Un PO di Storia: il paesaggio infinito, progetto fotografico di Daniele Marzorati promosso da SKART Magazine e Fondazione Garuzzo, all’interno di START Saluzzo.
C’è un momento, lungo il corso di un fiume, in cui l’acqua smette di essere soltanto un elemento naturale e diventa racconto. È in quel punto sottile – tra ciò che scorre e ciò che resta – che si inserisce lo sguardo di Daniele Marzorati.
Un PO di Storia: il paesaggio infinito non è una semplice mostra fotografica, ma un attraversamento. Un movimento lento che parte dalle sorgenti del Po e si deposita lungo la valle, raccogliendo tracce, memorie, frammenti di vita. Immagini che non cercano la bellezza immediata, ma qualcosa di più profondo: una relazione.
Dopo l’esordio diffuso a Paesana, il progetto approda a Saluzzo e cambia respiro. Qui lo sguardo si amplia, mettendo in dialogo la montagna con la pianura, il tempo della natura con quello più stratificato della storia. Saluzzo, con la sua identità tra epoche e funzioni, diventa terreno fertile per questa riflessione. Non solo cornice, ma parte attiva del racconto.
All’interno dell’Ala di Ferro – luogo che porta ancora il segno della trasformazione industriale e sociale della città – le immagini si dispongono come superfici attraversate dal tempo. Non illustrano, non spiegano: suggeriscono. Chiedono una presenza più attenta, uno sguardo che sappia sostare.
Tre parole accompagnano il percorso: paesaggio, memoria, acqua. Ma non sono categorie, piuttosto direzioni. Il paesaggio come organismo vivo, la memoria come stratificazione silenziosa, l’acqua come elemento che tiene insieme tutto. In questo intreccio, ogni fotografia diventa una soglia: tra un “ora” e un “allora” che continuano a intrecciarsi.
Il sottotitolo – il paesaggio infinito – richiama un gioco antico fatto di cartoline ricomponibili. Un gesto semplice, quasi dimenticato, che qui torna come metafora. Anche le immagini di Marzorati funzionano così: frammenti che si accostano, si allontanano, si riscrivono ogni volta nello sguardo di chi osserva. Non esiste una visione unica, ma una possibilità continua di costruzione.
Nel contesto di START Saluzzo, dedicato quest’anno al tema Rencontre, la mostra trova una risonanza naturale. Incontro tra geografie, tra tempi, tra persone. Il fiume stesso diventa simbolo di questa convergenza: luogo di passaggio, ma anche di permanenza.
Quello che resta, alla fine, non è un’immagine precisa, ma una sensazione. Come se il paesaggio non fosse più qualcosa da guardare, ma da abitare. Anche solo per il tempo di uno sguardo.





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