Tonalità monocromatiche, atmosfere sospese nel tempo, figure bidimensionali dai colori tenui e in equilibrio instabile: questo è il tratto distintivo di Guglielmo Castelli, giovane artista torinese.
Nato nel 1987, vive da sempre a Torino dove si diploma all’Accademia di Belle Arti. E Torino è la sua casa, la sua città, nel vero senso della parola. Una città presente non tanto nelle sue opere, quanto nella modalità del suo lavoro: precisa, determinata, silenziosa. Composta.
Quella di Castelli è un’arte che riesce a farsi sentire attraverso un silenzio denso di significati. Un’arte sintetica ma tragica, delicata ma intrisa di dolore in cui lo spazio, immerso in un misterioso senso di attesa, è abitato da personaggi che sono metafore del disagio esistenziale e della solitudine che segna il nostro tempo.
Una forza espressiva ricca di contrasti e di emozioni che gli ha regalato fin’ora importanti soddisfazioni. Tra queste la partecipazione, in occasione dell’autunno dell’arte contemporanea piemontese, alla mostra Punctum – Working Papers che, dal 28 ottobre al 7 novembre, aprirà presso la Serra Bioclimatica (36° piano) del Grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino.
Ideato e organizzato da Fondazione 1563 e Intesa Sanpaolo, con Promemoria, il progetto coinvolge 10 giovani artisti (under 35) chiamati a lavorare su fotografie provenienti dai fondi dell’Archivio Storico della Compagnia di San Paolo.
Le immagini, da fine Ottocento agli anni Settanta del Novecento, riguardano le varie attività della banca, con soggetti legati alle due storiche sedi torinesi dell’Istituto San Paolo, i cantieri, gli uffici, gli ambienti e gli aspetti sociali dell’ambito bancario e della vita cittadina. Realizzati con una molteplicità di tecniche e materiali – pittura, disegno, installazioni, foto, video – i dieci lavori sono il risultato di un persorso di valorizzazione della storia della banca attraverso la creatività contemporanea.





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